CollaborazioniConcertiConcerto per la Festa della Musica in Archivio di Stato di Venezia

23 Giugno 2026

Martedì 23 giugno 2026, ore 16:00 – Archivio di Stato di Venezia

L’ingresso sarà gratuito con prenotazione obbligatoria ad as-ve.eventi@cultura.gov.it o 0415222281

In questo speciale appuntamento monografico dedicato a Nino Rota (1911-1979), universalmente celebre per i suoi indimenticabili capolavori cinematografici scritti per registi come Federico Fellini e Francis Ford Coppola, scopriremo come possedeva in realtà una doppia anima artistica. Accanto alla musica per il grande schermo, ha coltivato per tutta la vita una ricchissima produzione “colta” e cameristica, caratterizzata da un artigianato supremo, una grazia innata e una straordinaria freschezza melodica. Il programma di oggi esplora proprio questa dimensione più intima e raffinata attraverso quattro composizioni cameristiche del suo catalogo:

Tre duetti (1972): Miniature di rara trasparenza, dove il dialogo tra gli strumenti si fa serrato ma
sempre fluido, mostrando la capacità del compositore di condensare grandi suggestioni in piccoli spazi.

Sonata per flauto e arpa (1937): Una delle combinazioni timbriche più amate da Rota. L’arpa, strumento magico e fatato per eccellenza nel suo immaginario, si fonde con il flauto in un lirismo sognante, nostalgico e a tratti impetuoso.

Quintetto per flauto, oboe, viola, violoncello e arpa (1935): Un capolavoro di equilibrio formale e timbrico. Un organico insolito che Rota valorizza al massimo, tessendo una trama sonora preziosa e avvolgente, capace di alternare momenti di puro divertissement a zone di intensa malinconia.
Il concerto di oggi permette di sollevare il velo su una parte fondamentale, e talvolta
ingiustamente d’ombra, della produzione di Nino Rota. Ascoltando queste pagine
cameristiche emerge chiaramente come non vi fosse alcuna separazione o compromesso
qualitativo tra la sua musica per film e quella da concerto: la sua era un’unica, immensa e
coerente voce poetica.

Nino Rota è stato un compositore fuori dal tempo, capace di rimanere fedele alla melodia,
alla chiarezza formale e alla bellezza espressiva in un secolo dominato dalle avanguardie più
radicali. La sua musica non ha bisogno di giustificazioni intellettualistiche; arriva diretta al
cuore dell’ascoltatore con l’apparente spontaneità dei classici.

Flauto: Giovanni Greco
Oboe: Albin Abazi
Viola: César Augusto Bracho Bracho
Violoncello: Leonardo Fontolan
Arpa: Gaia Sessa