Venerdì 6 febbraio 2026, ore 17:30, Aula Magna dell’Ateneo Veneto, Venezia
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
Saluto di Antonella Magaraggia, presidente Ateneo Veneto
L’EBREZZA DEL VOLO
opera in un atto e tre scene
Libretto di Antonino Pio
Musiche di Maria Chiara Casà, Marianna Acito e Lorenzo Petrizzo
Personaggi e interpreti
Francesco Melzi Luciano Giambra
Leonardo da Vinci Tiziano Puddu
Veronica Franco Eugenia Siliberto
Principe Ito Mancio Sanlin Wang
Secondo principe giapponese Iryna Shteiner
Terzo principe giapponese Samy Timin
Moglie dell’Ambasciatore Immacolata Caterino
Arturo Ferrarin Fabio Brundu
Ambasciatore italiano Marco Solinas
Dignitario giapponese Samy Timin
Piccolo coro
Mingxun Chang, Xiaomeng Lyu, Francesca Mercadante, Mario Mestroni, Camilla Pacchierini, Francesca Parascan, Guo Xu, Xinyu Yang
Maestro concertatore e direttore
Giuseppe Famularo
Regia
Emanuele Gamba
Scenografie digitali e regia dal vivo a cura del Dipartimento di Arti visive dell’Accademia di Belle Arti di Venezia
Prof. Davide Anni
Zalambani Nicola, Xu Ruilin, Sarpedo Giulia, Deng Wenjie, Liao Yongkai
Costumi e oggetti di scena a cura del Dipartimento di Scenografia e Costume dell’Accademia di Belle Arti di Venezia
Prof.ssa Marta Valtolina
Ester Campagnaro, Simone Dalla Venezia, Consiglia Diana, Margherita Figini, Qian Liang, Alessia Maso, Ilaria Micaglio, Giulia Negrin, Ecaterina Ravazzolo, Asia Tamiazzo, Isabella Zambon.
E con la collaborazione del prof. Stefano Nicolao
Costumi realizzati presso Nicolao Atelier Venezia
Maestro del Coro Francesco Erle
Orchestra
Flauto Alessandro Turi
Sax Francesco Pompei
Clarinetto Chiara Dragoni
Fagotto Matteo Michelini
Corno Stefano Giacovelli
Tromba Andrea Fettolini
Trombone Placido Iudicello
Fisarmonica Vittorio Chittano
Percussioni Francesco Paladini, Elia Nuti
Violini I Alessandro Arieti, Francesco Nicodemo, Lucia Vittone
Violini II Matteo Puglielli, Daniel Savina
Viola Christian Battisti
Violoncello Flavia Ruju
Contrabbasso Federico Giolito
Maestro preparatore dell’orchestra Francesco Pavan
Coordinamento a cura del Conservatorio di musica Benedetto Marcello Venezi
in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Venezia
Partecipano al progetto
Istituto Musicale Pareggiato della Valle d’Aosta
Conservatorio di Musica “Luca Marenzio” di Brescia
Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
Conservatorio di Musica “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto
Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce
Conservatorio di Musica “Pietro Mascagni” di Livorno
Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli
Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo
Conservatorio di Musica di Pavia e Conservatorio di Musica “Franco Vittadini” di Pavia
Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Ravenna
Conservatorio di Musica “Claudio Monteverdi” di Sassari
Conservatorio di Musica “Giulio Briccialdi” di Terni
Conservatorio di Musica “Francesco Antonio Bonporti” di Trento
“Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz”
Si desidera esprimere un sentito ringraziamento per la preziosa collaborazione a:
Ambasciata d’Italia in Giappone
Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR)
Commissariato generale di sezione per la partecipazione italiana a Expo 2025 Osaka
Un ringraziamento speciale va all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo per la squisita ospitalità e il costante supporto.
SINOSSI
La prima scena vede il genio di Leonardo da Vinci, ormai giunto verso la fine dei suoi giorni, che si confida con l’amico Francesco Melzi, mostrandogli e affidandogli i disegni dei suoi studi sul volo.
La seconda scena racconta la visita di tre principi giapponesi, tra i quali il famoso Itō Mancio, a capo della prima missione diplomatica giapponese in Europa, presso la Serenissima Repubblica di Venezia nel salotto della cortigiana Veronica Franco, dopo essere stati a Roma, Firenze e Bologna. Due di loro stanno aspettando il rientro da Milano del terzo principe, per avere notizie sui disegni di Leonardo da Vinci che vorrebbero comprare.
L’ultima scena celebra l’arrivo a Tokyo del pilota italiano Arturo Ferrarin dopo il famoso raid Roma-Tokyo del 1920. Al cospetto dell’ambasciatore italiano (e di sua moglie) e di un alto dignitario giapponese, l’eroe dell’aeronautica viene portato in trionfo dalla folla. Con questo volo viene suggellata l’amicizia dei due popoli, italiano e giapponese, e celebrata la geniale intuizione di Leonardo che con le sue macchine volanti inseguì il sogno di poter librarsi nell’aria come gli uccelli.






