MasterclassCOMPORRE OLTRE IL SUONO Suono e tecnologie nel teatro musicale come laboratorio intermediale

13 Marzo 2024
Incontro con il Maestro Nicola Sani
Mercoledì 13 marzo 2023, ore 14.30 – 17.30
Coordinatore Prof. Renato Miani
Programma

Il teatro musicale vive oggi una stagione di rinnovato interesse. L’evoluzione delle tecnologie e lo sviluppo dei linguaggi intermediali incontrano il teatro del suono lungo il suo percorso di evoluzione da rappresentazione scenica della musica a forma d’arte autonoma. La performing art, gli happening, la pittura, la poesia sonora, la video arte, l’arte acustica, la musica elettronica, si sono sviluppate lungo il percorso tracciato dal teatro musicale e in rapporto con esso, come forme libere che rompono lo schematismo dei rapporti preesistenti tra l’autore, il mercato e il contesto sociale. Dal punto di vista linguistico hanno causato l’annullamento di tutti i parametri di riconoscibilità precedentemente noti; dal punto di vista della fruizione hanno posto il problema della creazione di nuovi spazi sociali di ascolto e partecipazione, determinando le condizioni per un nuovo rapporto tra pubblico e opera. In questo percorso entra anche la musica elettroacustica del suono e dell’interazione dell’interprete con le tecnologie per il live electronics e le nuove possibilità di creazione di un teatro dell’ascolto, che rende determinante la dimensione timbrico-spaziale del suono. Anche se la musica elettroacustica non ha rappresentato e non rappresenta una tendenza omogenea e ogni compositore lavora secondo un proprio linguaggio e persegue obiettivi propri -a volte interni al rapporto tra tecnologia e pensiero compositivo- non si può non collegarne lo sviluppo a quelle linee di pensiero che negli anni Cinquanta intendevano risvegliare la coscienza intellettuale del dopoguerra, desiderosa di voltare pagina guardando al futuro in maniera non effimera.

Le nuove forme di rappresentazione intermediali rappresentano la piena realizzazione di quell’invito al molteplice con il quale Armando Gentilucci individuava le forme della musica “oltre l’avanguardia”, in  sintonia con quanto ben descritto dal musicologo e sociologo americano John Shepherd nel suo volume La musica come sapere sociale (ed. Ricordi – LIM, Milano 1988), a proposito di una fase creativa che ha visto da tempo venire avanti, anche in campo musicale, la necessità da parte dei nuovi linguaggi sonori di uscire dalla logica dell’isolamento della musica e dei suoi effetti antidialogici, antidialettici, di divisione e limitazione dei rapporti. Shepherd nella sua analisi ha messo in evidenza la necessità di superare il sapere diviso, effetto della sempre più forte e selettiva “struttura sociale centralizzata della società capitalista” per cui la ricerca non deve comunicare con la composizione, la composizione con la produzione, la produzione con la diffusione, la diffusione con i mezzi di comunicazione di massa. E questo per rendere omologante il consumo legato alla ripetizione di un patrimonio consolidato, con la motivazione che è il solo in grado di sostenersi autonomamente sul mercato. Così facendo da una parte si nega il diritto al teatro musicale di avere una propria presenza attiva tra i linguaggi estetici della nostra epoca, dall’altra si perpetuano riti del passato che assumono un contenuto astorico e divengono puro feticcio e astrazione estetizzante. Al contrario, non è più possibile prescindere dalla problematica del rapporto tra composizione e produzione scenica intermediale, proprio perché in questa visione risiede il senso della scelta di utilizzare oggi le nuove tecnologie intermediali per progetti di teatro musicale. Come scrisse Franco Evangelisti nel 1979, in calce al manoscritto della sua ultima composizione Campi Integrati n. 2, pochi giorni prima della sua prematura scomparsa: “Con la piena coscienza che il problema resta politico”.

Nel corso dell’incontro verranno analizzate diverse forme di relazione tra il compositore, l’interprete e i sistemi digitali per l’elaborazione del suono, sia per quanto riguarda l’uso del live electronics che per i fixed media. Un’attenzione specifica verrà dedicata all’uso del video nel processo produttivo della rappresentazione scenica e del suo rapporto con le scelte compositive.

Sarà analizzato e descritto il tema delle forme di elaborazione del suono, sia in rapporto alla qualità delle tecniche performative di emissione da parte dell’interprete, sia delle trasformazioni possibili con i sistemi di elaborazione del suono. Inoltre verrà descritto il concetto di costruzione dello spazio timbrico, come forma di organizzazione dell’ambiente sonoro, nonché parametro strutturale della composizione.

Comporre oltre il suono intende porsi in linea di continuità con le precedenti affermazioni di Gottfried Michael Koenig Comporre il suono (1969) e di Walter Branchi Comporre nel suono (1979), sottolineando come il suono oggi sia da considerare come un ambiente espanso al cui interno il compositore organizza relazioni con fenomeni ad esso collegati, che costituiscono un elemento determinante dell’ambiente esecutivo e del progetto sonoro.

In particolare verranno presentate e discusse due creazioni sceniche, relative a due tipologie differenti di rappresentazione:

Chemical free (?) (2015), opera intermediale per strumenti, live electronics e video;

Falcone, il tempo sospeso del volo (2007 – 2022), opera di teatro musicale su libretto di Franco Ripa di Meana.

 

Nicola Sani

Nato a Ferrara nel 1961, è compositore e direttore artistico. Si è specializzato con Karlheinz Stockhausen, dopo avere studiato composizione con Domenico Guaccero e composizione musicale elettronica con Giorgio Nottoli. Ha preso parte ai seminari di composizione di Tristan Murail, George Benjamin e Jonathan Harvey. È autore di opere di teatro musicale e per la danza, composizioni sinfoniche e da camera, creazioni intermediali, composizioni per live electronics e fixed media, eseguite e presentate nelle principali stagioni e festival in Italia e all’estero. I suoi lavori sono stati interpretati da direttori, solisti e formazioni strumentali di fama internazionale. La sua musica è diffusa da emittenti radiofoniche e televisive in tutto il mondo. Ha collaborato inoltre con alcuni tra i più grandi artisti nel campo del cinema, del teatro, dell’arte visiva e della videoarte, tra cui Michelangelo Antonioni, Nam June Paik, Studio Azzurro, Mario Sasso, Bizhan Bassiri, Benjamin Korn, Franco Ripa di Meana, Ugo Gregoretti, Daniele Abbado, Stefano Simone Pintor. Ha al suo attivo un’ampia produzione discografica e video per importanti case discografiche in Italia e all’estero (tra cui Wergo, Kairos, Stradivarius, Tactus, Medusa, Ema Vinci, Rara, Musicaimmagine). La sua opera Falcone, il tempo sospeso del volo, incentrata sulla vicenda umana e civile del Giudice Giovanni Falcone, dopo le prime due produzioni a Reggio Emilia nel 2007 e alla Staatsoper di Berlino nel 2017 è stata messa in scena lo scorso anno con un nuovo allestimento dalla Fondazione Haydn-Teatri di Bolzano e Trento, in occasione del 30esimo anniversario della strage di Capaci. La produzione televisiva dell’opera, trasmessa da RAI5, è disponibile alla visione sulla piattaforma digitale RAIPlay.

Particolarmente intensa la sua attività nell’ambito del management di istituzioni culturali e di spettacolo: dal 2015 è direttore artistico dell’Accademia Chigiana di Siena. E’ inoltre consigliere di amministrazione della Fondazione Archivio Luigi Nono di Venezia, consigliere artistico della IUC-Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Bassiri. E’ inoltre membro costitutivo di FACE “Festival Alliance for Contemporary music in Europe”, di cui fanno parte i principali Festival europei di produzione di nuova musica. È stato sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna, consigliere di amministrazione e direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani di Parma, presidente della Fondazione Isabella Scelsi di Roma, dedita al lascito culturale del compositore Giacinto Scelsi, direttore artistico del Progetto “Sonora” realizzato in collaborazione con CEMAT, direttore artistico del Festival “Emergenze” di Roma, curatore della Sezione “Arte Elettronica” del RomaEuropa Festival, direttore della Sezione Musica del Festival Arte Elettronica di Camerino. E’ stato inoltre membro del board di “Opera Europa”, consulente dell’Accademia Tedesca “Villa Massimo” e dell’American Academy in Rome per l’Italian Affiliated Fellowship. Per la rilevanza della sua produzione artistica e per la sua attività nel campo del management culturale, nel 2011 è stato insignito dal Ministro della Cultura francese dell’onorificenza di “Chevalier des Arts et des Lettres”. Nel 2023 è stato nominato Accademico d’Onore dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.  Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in Italia e all’estero, tra i quali il Prix “Ars Electronica – Golden Nica” del Festival di Linz, il Premio Guggenheim, il “New Connections Award” del British Council, il premio “Erato Farnesina” del Ministero degli Affari Esteri, la Menzione Speciale della Giuria della Giuria al “Prix Italia” RAI a Torino, il Premio Scanno “Fondazione Tanturri” per la Musica, il Premio “Capitani dell’Anno” per la Cultura assegnato da Schroders Wealth Management, il Premio “Giuseppe Verdi” Città di Sabaudia alla carriera. Nel corso della sua sovrintendenza e direzione artistica presso il Teatro Comunale di Bologna ha ottenuto cinque “Premi Abbiati” per altrettante produzioni liriche. Nel 2019, su invito di Marco Angius, è stato “composer-in-residence” dell’Orchestra di Padova e del Veneto. Nel 2020 si è aggiudicato il bando “Vivere all’italiana in Musica” del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

E’ regolarmente invitato come compositore ospite e ha tenuto numerosi seminari e master class nelle principali università, conservatori e centri di ricerca musicale in tutto il mondo. Nicola Sani è autore di libri, saggi e numerosi articoli di divulgazione musicale pubblicati in Italia, Europa e negli USA. Il catalogo delle sue opere è pubblicato dalle Edizioni SZ Sugar, Milano.

 

 

foto di Hugues Roussel