ConcertiIL MARCELLO SUONA 2026 – ultimo concerto

25 Luglio 2026

Rassegna concertistica degli studenti e delle studentesse del Conservatorio

Sabato 25 luglio 2026, ore 20:30 – Sala Concerti (locale climatizzato)

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili


Programma

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Quartetto per archi n. 21 in re maggiore, K. 575 “Prussiano n. 1”

Allegretto

Andante

Menuetto – Trio (Allegretto)

Allegretto

 

Mouse Quartet

Laura Barasciutti e Alessia Comin, violini

Francesco Alfonso De Martino, viola

Matteo Pacchiega, violoncello

Il Quartetto in re maggiore K. 575 è stato ultimato nel giugno del 1789 a Vienna ed apre l’ultimo ciclo quartettistico di Mozart dei “Quartetti Prussiani”. Il 1989 è un anno duro per il compositore, tuttavia questo brano non lascia trasparire nulla di tutto ciò, trasmettendo solo un enorme senso di serenità e spensieratezza attraverso una forma estremamente chiara. I quartetti prussiani sono dedicati a Federico Guglielmo II, sovrano di Prussia e violoncellista dilettante. Proprio per questo motivo il violoncello, inaspettatamente, acquisisce un ruolo di rilievo passando da basso continuo o puro accompagnamento ad una voce solista a tutti gli effetti, suonando spesso nel registro acuto. Per bilanciare tale protagonismo del violoncello, Mozart distribuisce le melodie tra tutte e quattro le parti, creando un elegante tessuto sonoro.

Il primo movimento non è maestoso: il tema principale viene esposto sottovoce, con una grazia quasi confidenziale. È proprio il violoncello che poi emergere dal bisbiglio esponendo il secondo tema e conducendo il quartetto in un gioco di imitazioni contrappuntistiche estremamente ricercato. L’Andante è un movimento estremamente cantabile in forma di Lied. La melodia principale, semplice e solenne, passa di strumento in strumento. L’atmosfera è intima e distesa. È un momento di assoluto lirismo in cui il tempo sembra sospendersi. Nel terzo movimento si ascolta la tradizione aristocratica settecentesca rivisitata con l’ironia mozartiana. Il contrasto è evidente nel Trio centrale, dove il violoncello dialoga in maniera estremamente virtuosistica con il primo violino. Il finale è un Rondò che mette in mostra la maestria di Mozart nel combinare la leggerezza melodica con il rigore della polifonia. Il tema principale viene costantemente frammentato, ribaltato e ricombinato in un crescendo costante, fino alla conclusione che si spegne con la stessa leggerezza con cui il quartetto era iniziato. Nonostante la raffinatezza di queste pagine, Mozart non ottenne il successo economico sperato da questa commissione e i quartetti vennero pubblicati solo dopo la sua morte.

 

Astor Piazzolla (1921-1992)

Histoire du Tango

Bordel 1900

Café 1930 

Nightclub 1960 

Concert d’Aujourd’hui 

Nives Acquaviva, flauto

Tancredi Triches, chitarra

 

Tra le più note composizioni di Astor Piazzolla, Histoire du Tango (1986) si articola in quattro brani originariamente per flauto e chitarra: Bordel 1900, Café 1930, Nightclub 1960, Concert d’Aujourd’hui.
La scelta degli strumenti è da considerarsi un riferimento alla prima fase del Tango argentino, la guardia vieja, corrispondente agli anni dal 1880 al 1892 e caratterizzata dall’esecuzione in tercetos (trii) che includevano il violino, il flauto e la chitarra o la fisarmonica.
L’articolazione in quattro brani ripercorre lo sviluppo del Tango attraverso alcuni momenti fondamentali della sua storia: dagli ambienti popolari e “malfamati” del primo periodo del genere in Bordel 1900; passando per i movimenti più lenti e le nuove scelte armoniche, che aprono alla dimensione del solo ascolto, di Café 1930; per concludere con le influenze della Bossa Nova di Nightclub 1960 e le scelte ritmico-armoniche ispirate alla musica moderna di Concert d’Aujourd’hui.

 

Makiko Kinoshita (1956-)

Counting Flowers

Taketonbo Ni (Ad una Libellula di Bambù)

 (Canzone di una madre che pensa alla propria figlia)

 

“Il più in alto possibile,

il più lontano possibile”,

le ho detto così,

ma se davvero

se ne andasse, cosa farei?

 

Se più delle libellule e degli aerei,

le piacesse il cielo,

cosa farei?

Se oltrepassasse l’orizzonte

per andare incontro alla stella di mezzogiorno,

vorrei che, di nascosto, tornasse a trovarmi

 

Il più in alto possibile,

il più lontano possibile,

ma non dimenticare questo posto.

(Eriko Kishida)

 

Riccardo Zandonai (1883-1944)

Notti d’agosto

Tratto dalla poesia di Cipriano Giacchetti, un breve testo che vuole restituire l’atmosfera avvolgente e suggestiva della notte, alternandola a riflessioni più malinconiche e decadenti.

 

Giacomo Puccini (1858-1924)

Signore, ascolta! (da Turandot, atto I)

Liù, giovane schiava innamorata del principe Calaf, supplica questo di non rischiare la vita nella letale prova degli enigmi della principessa Turandot.

 

Annie Fontana (1977-)

Canto alla luna

Testo in cui l’autrice ripercorre momenti di profondo sconforto e solitudine, associandoli ad un’immagine angosciante del paesaggio notturno.

 

Pietro Cimara (1887-1967)

Canto di primavera

La canzone contrappone la gioia e la luce della natura primaverile alla malinconia dei cuori stanchi, invitandoli infine al calore e alla speranza.

 

Giacomo Puccini (1858-1924)

Chi il bel sogno di Doretta (da La Rondine, atto I)

Magda, protagonista dell’opera, canta dell’amore che supera la ricchezza materiale.

 

Nao Takeuchi, soprano

Andrea Marinelli, pianoforte

 

I protagonisti del concerto sono studenti dei proff. Davide Amodio, Luisa Messinis, Silvia Dalla Benetta.