ConcertiIL MARCELLO SUONA 2024

10 Agosto 2024

Rassegna di concerti delle studentesse e degli studenti del Conservatorio di Venezia

Sabato 10 agosto 2024, ore 20:30 – Sala Concerti

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

 

 

PROGRAMMA

 

Modest Petrovič Musorgskij (1839-1881)

Quadri di un’esposizione

Promenade – Allegro giusto, nel modo russico; senza allegrezza, ma poco sostenuto

Gnomus – Sempre vivo

Promenade – Moderato commodo e con delicatezza

Il vecchio castello – Andante

Promenade – Moderato non tanto, pesante

Tuileries (Dispute d’enfants après jeux) – Allegretto non troppo, capriccioso

Bydlo – Sempre moderato pesante

Promenade – Tranquillo

Balletto dei pulcini nei loro gusci – Scherzino. Vivo leggiero

Samuel Goldenberg und Schmuyle – Andante

Limoges: Le marché – Allegretto vivo sempre scherzando

Catacombae: Sepulchrum Romanum – Largo

La cabane sur des pattes de poule – Allegro con brio, feroce

La grande porta di Kiev – Allegro alla breve. Maestoso. Con grandezza

 

Claudia Zanatta, pianoforte

 

 

Heitor Villa-Lobos (1887-1959)

Bachianas Brasileiras n. 04

Introdução (Preludio)

Canto do Sertão (Corale)

Cantiga (Aria)

Miudinho (Danza)

 

Larissa de Almeida Barros, pianoforte

 

 

Antonio Carlos Jobim (1927-1994) e Paulinho da Viola (1942-)

Desafinado

O Morro não tem Vez

Manhã de Carnaval

Dança da Solidão

 

Larissa de Almeida Barros, pianoforte

Nabila Dandara Vieira Santos, voce

 

 

Quadri di un’esposizione è annoverata come l’opera maggiormente significativa del repertorio pianistico di Modest Musorgskij. Nata dalla visita del compositore alla mostra di quadri del defunto amico Viktor Hartmann, la suite si compone di quindici brani, tra cui dieci quadri – selezionati tra i più di trecento esposti – e cinque Promenade, che vi fungono da collegamento. Gnomus rappresenta una figura grottesca, un nano raccapricciante che si avvicina con incedere inquietante e malefico. Il vecchio castello è il malinconico canto di un bardo ai piedi di un castello medievale. È la volta di Tuileries, dove tra un litigio e l’altro alcuni bambini giocano davanti alla ruota panoramica in una luminosa giornata primaverile. A rompere la tranquillità creatasi si insinuano gli accordi pesanti di Bydlo, il carro polacco trainato da buoi che con fatica avanza tra il fango, mentre il conducente intona uno sconsolato canto tradizionale. Ne Il Balletto dei pulcini nei loro gusci si può percepire la vivacità di un ballo tra piccoli pulcini. Segue un dialogo animato tra due ebrei, Samuel Goldenberg e Schmuÿle: il primo è un uomo ricco e superbo, mentre il secondo è povero e lamentoso. Limoges racconta la frenetica vita del mercato francese tra colori, pettegolezzi e schiamazzi. Un rapido virtuosismo lo collega a Catacombae, un Largo caratterizzato da accordi fermi che si alternano tra fortissimi e pianissimi, per ricreare il rimbombo che si ode all’interno dei cunicoli. La capanna sulle zampe di gallina racconta della strega Baba Jaga, una figura mitologica protagonista di molte fiabe della tradizione slava, raffigurata come una vecchietta malefica dotata di poteri magici. La Grande porta di Kiev è il brano più grandioso della raccolta; quivi molti sono i temi cari al compositore, come l’esaltazione della storia russa e della tradizione popolare, la resurrezione dal regno dei morti al cielo. Ciò rende esplicita una forte matrice spirituale che pervade in realtà l’intera suite, volendo parlare speranzosa al popolo russo.

 

La seconda parte del concerto celebra la ricca tradizione musicale del Brasile, offrendo un viaggio attraverso i suoi vari stili e influenze. Pietra miliare della musica brasiliana è Heitor Villa-Lobos: il suo lavoro ha portato allo sviluppo di diversi generi musicali in tutto il territorio del Brasile, il fenomeno mondiale della Bossa Nova e la Tropicália. Grazie a lui, attualmente il Brasile è il paese con la più grande diversità musicale nel mondo, uno fra gli ultimi inclini più alla musica nazionale che internazionale. Emblema della sua produzione sono le 9 suites Bachianas Brasileiras (1930-1945): scritte per diverse formazioni strumentali, perseguono la volontà di unire la musica barocca ad elementi brasiliani; ciò è evidente sin dai titoli, per i quali vengono scelti sempre un nome tradizionale barocco e uno popolare brasiliano.

Il programma prosegue con alcuni dei brani più iconici della Bossa Nova, un genere nato dalla fusione di samba e jazz negli anni ’50. Luiz Bonfá (1922-2001), autore di Manhã de Carnaval, è stato uno dei compositori e chitarristi più influenti del Brasile; il brano qui presentato incarna la bellezza e la malinconia del carnevale brasiliano, trasportando l’ascoltatore mediante la melodia evocativa e il ritmo dolce attraverso le strade vivaci durante il carnevale. Antonio Carlos Jobim affronta tramite la musica temi sociali e politici: O Morro Não Tem Vez, in particolare, celebra la resilienza degli abitanti delle favelas, trasmettendo con la sua melodia e il ritmo sincopato un messaggio di speranza e determinazione. João Gilberto (1931-2019) ha rivoluzionato la musica brasiliana con il suo stile canoro e chitarristico; Desafinado è uno dei brani più rappresentativi di questo movimento: esso gioca con l’idea di una melodia leggermente stonata, sottolineando la bellezza dell’imperfezione e del sentimento genuino nella musica. Concludiamo con Dança da Solidão di Paulinho da Viola, un cantautore di Samba che, attraverso la musica, esplora temi profondi e personali. Questa canzone, con la sua melodia dolce e le parole poetiche, offre un’intima introspezione nella condizione umana, esprimendo emozioni universali attraverso il linguaggio musicale della Samba.