Sabato 10 febbraio 2024, ore 18,00 – Aula 117 V Piano
ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
docenti: Aleksandar Sasha Karlic, Giovanni Mancuso, Tiziano Bagnati
coordinatori: Tiziano Bagnati, Giovanni Mancuso
Programma
Tiziano Bagnati: Cercando un suono
tradiz.: Suite Ushak / Karcigar
(realizzazione e concertazione: Aleksandar Karlic)
Kadifeden kesesi
Turi majko bistra rakija
Mastika
Giovanni Mancuso: Tre Polifonie Dorze
tradiz. Hariklaki
(realizzazione e concertazione: Aleksandar Karlic e Tiziano Bagnati)
Giovanni Mancuso: ‘Ughniat Alluwlu (Pearl Song)
Tiziano Bagnati: Passacaglia
Suite Nikriz:
(realizzazione e concertazione: Aleksandar Karlic)
Nikriz taksim / Tesko meni jadna
Nikriz Peshrev (Ali Ufki Bey, alias Alberto Bobowsky, 1610 – 1673)
Nikriz Saz Semai (Prins Dimitri Kantemir, 1673 – 1727)
Nikriz Sirto (Tamburi Cemil Bey, 1873 – 1916)
Frank Zappa: Help I’m A Rock/Transylvania Boogie
Suite per Demetrio
(realizzazione e concertazione: Aleksandar Karlic e Giovanni Mancuso; Luglio, agosto, settembre (nero) Gianni Sassi, Area)
Luglio, agosto, settembre (nero) / Yerakina (tradiz. greco) / Krivo oro (Aleksandar Karlic) / Luglio, agosto, settembre (nero)
Porta d’Oriente Large Ensemble
Impro Ensemble
Voci: Noemi Chimirri, Alessia Camarin, Veronica Prando,
Gloria Ferro, Andrea Rosa Uliana, Li Jingyi
Chitarra: Anna Napolitano
Chitarra elettrica: Stefano Ottogalli, Thomas Mosco, Rocco Del Pozzo
Flauto: Cristina Rosafio
Clarinetto: Li Jianliang
Tromba, Voce: Luigi Ciriolo
Trombone: Chen Junjie
Violino: Aurora Ferro
Violoncello: Estella Candito Miliopoulou
Percussione: Riccardo Vendramin
Pianoforte: Lidia Cane, Mario Palushi,Enrico Stovini
Basso: Daniele Corazza, Marco Centasso
Giovanni Mancuso: direzione, pianoforte
Ensemble Ottomano e Antico
Tastiere: Federico Prandini
Violino, boulgari: Vladimiro Cantaluppi
Canto, percussioni: Simona Gatto
Violino: Alice Petrin
Clarinetto: Massimo Restifo
Santour: percussioni: Michele Mancusi
Tanbur, santour, percussioni: Fuad Ahmadvand
Laouto, liuto, percussioni: Davide Gazzato
Tiorba, chitarra barocca: Alvise Zanella
Liuto, chitarra elettrica: Benito Curcio
Oud, canto: Aleksandar Karlic
Tiorba: Tiziano Bagnati
Il progetto Venezia porta d’Oriente si è articolato in cinque incontri di cinque ore, strutturato tra sabato 13 gennaio 2023 e sabato 10 febbraio 2024, organizzato in due ore al mattino e tre ore al pomeriggio dedicate alla parte teorica e pratica. Le lezioni sono state tenute daAleksandar Sasha Karlic, Giovanni Mancuso e Tiziano Bagnati.
Questa quinta edizione del progetto Venezia porta d’Oriente, rispetto agli anni passati, prevede un allargamento di prospettive artistiche e didattiche che cercheranno di mettere in relazione la musica modale dei vicini orienti con altre realtà compositive ed esecutive occidentali ed extra europee. Nel laboratorio di improvvisazione ed esecuzione di Venezia Porta d’Oriente i materiali e le tecniche derivati dai repertori della musica orientale saranno trasfigurati in una esperienza di riscrittura collettiva aperta alle influenze jazz, della musica contemporanea e dell’improvvisazione radicale. (fine comunicato stampa)
L’intento didattico che ha orientato il progetto è volto ad analizzare e approfondire aspetti complessi e fondamentali dei linguaggi musicali orientali quali la melodia e il ritmo, aspetti che non hanno mai conosciuto quel concetto di “armonia verticale” proprio del modello occidentale; un particolare riguardo è stato dedicato a documentate o ipotizzabili connessioni con antiche prassi esecutive europee occidentali e con moderne contaminazioni legate all’improvvisazione e alla reinvenzione del testo musicale.
I principali argomenti che si sono trattai sono stati l’origine dei sistemi musicali del bacino del Mediterraneo orientale nella storia, nel mito e nella cosmogonia; l’ochtoichos greco ed i modi gregoriani con osservazioni sulle similitudini, differenze e possibili rapporti attraverso la storia; il fenomeno del maqam (ichos); similitudini e differenze tra i sistemi greco, turco, arabo e persiano; l’intonazione, i microintervalli, il cosiddetto “quarto di tono”, l’improvvisazione, il fenomeno del taqsim (dromos), l’ornamentazione e il rapporto tra la trasmissione orale e la scrittura musicale; la notazione “descrittiva” e quella “prescrittiva”.
Le musiche “orientali” classiche, sacre, profane e anche popolari, costituiscono una forma di archeologia della nostra memoria culturale. Le numerose stratificazioni storiche prese singolarmente non riescono a mostrare la complessità̀ della natura dell’essere sonoro di quel mondo. Per questo motivo ci siamo proposti di redigere un programma il più̀ possibile variegato che metta in risalto tutte le oscillazioni ed influenze reciproche, disseminate tra la geografia e la storia, ma così vicine all’anima dei popoli che quelle terre abitano e che risultano sorprendentemente affascinanti anche per l’ascoltatore occidentale dei nostri giorni.
Il corso è stato aperto a tutti, in particolare agli studenti di canto, violino, viola, violoncello, contrabbasso, viola da gamba, liuto, clarinetto, flauto dolce e traverso, percussioni, canto corale ed agli studenti di Jazz e agli studenti iscritti al corso di Improvvisazione del Prof. Mancuso.






