CollaborazioniConcertiSteingraeber Konzerte “Junge Meisterpianisten”

7 Marzo 2024

7 marzo 2024, ore 19.30 – Bayreuth (Germania) – Kammermusiksaal Steingraeber & Söhne
Concerto degli Studenti di biennio iscritti alla classe di pianoforte del Prof. Igor Cognolato

Locandina

 

BRILLANTEZZA E POESIA

Maestri pianisti veneziani a Steingraeber
Non c’è bisogno di spiegare agli amanti della musica che Venezia è una città musicale: Wagner vi eseguì la sua Sinfonia giovanile nel Natale del 1882 con musicisti del conservatorio.
Oggi, quattro pianisti siedono al pianoforte da concerto nella Sala di Musica da Camera Steingraeber per eseguire qualcosa di non veneziano, ma altrettanto bello: “Chopin, Liszt, Ginastera, Gnattali” è il titolo del programma, che nomina già due compositori wagneriani.
Due?
Sì, perché anche Chopin aveva diritti di domicilio a Villa Wahnfried: lo apprezzava Wagner, che occasionalmente si esibiva nella Haus am Hofgarten, a pochi passi dalla casa costruttrice di pianoforti.
Ora Davide Vio e Simone Mao, Lucia Canali e Claudia Zanatta siedono allo strumento per mediare tra i grandi maestri dell’arte pianistica romantica e due compositori più recenti.
Non so cosa insegni il professor Igor Cognolato ai suoi studenti, ma senza dubbio è qualcosa di buono. Si potrebbe definire “nobile”, anche se rimane la domanda su ciò che gli studenti portino già con sé di proprio ai corsi che seguono.
La Mazurka op. 33/4 ha un suono nobile e cavalleresco, ossia il modo in cui presumibilmente dovrebbe suonare un buon Chopin; Davide Vio suona l’inizio con notevole moderazione, per lasciare spazio alla sezione contrastante.
La maggior parte delle opere, tuttavia, obbedisce ai dettami di una brillantezza con cui bisogna innanzitutto confrontarsi tecnicamente; senza eccezioni, tutti gli esecutori sono stati dei maestri del loro mestiere per dare lo spazio necessario alla poesia indispensabile in mezzo alla brillantezza. Il Totentanz di Liszt, la parafrasi del motivo medievale Dies irae, è un pezzo da competizione caratterizzato da profondità e quantità elevata di tante piccole note; Simone Mao la interpreta con pura maestria, con effetto pianistico: l’espressione, la tempesta della tastiera e l’intimità drammaturgicamente catturata si alternano quasi armoniosamente. Con l’insolita Polonaise-Fantaisie op. 61 di Chopin, dimostra anche che l’espressione è a sua disposizione al di là della magia del pianoforte: la Fantaisie diventa una “fantasticheria epica”, come l’ha definita il biografo di Chopin Bernhard Gavoty, in un significato difficile da definire.
Lucia Canali è altrettanto brillante. Con la Sonata n. 1 op. 22 di Alberto Ginastera, ci conduce in tempeste ritmiche d’acciaio che rivelano sia abilità manuali che avventure musicalmente piacevoli: un po’ come per Stravinsky. Claudia Zanatta esegue “solo” un’opera, la 2ª Ballata di Chopin, ma … come lo fa! Come ho detto: poesia e tecnica, un tono fiabesco nobilmente catturato e il tumulto della tastiera non lasciano dubbi sul fatto che i musicisti siano tutti già molto maturi.
Lucia Canali si riprende la scena finalmente in un’elegante interpretazione del 1° Valzer Vaidosa di Radames Gnattali, una musica più soft classicamente raffinata composta negli anni ’40, prima che Vio chiuda nuovamente il cerchio con il 1° Mephisto Walzer di Liszt.
Anche questo viene eseguito in modo brillante.
Come ho detto, non c’è bisogno di spiegare agli amanti della musica che Venezia è una città “di musica”. Quindi è bello aver sperimentato per una volta quattro giovani del Conservatorio Benedetto Marcello.
Quando tornerò a Campo S. Stefano in autunno, ricorderò con affetto loro e la loro arte di insegnare la grande musica.
Frank Piontek

Hannes Pohlit – compositore, pianista e direttore d’orchestra, nonché Professore all’Università della Musica FRANZ LISZT Weimar – Recensione della “Serata veneziana” presso Steingraeber a Marzo scorso:

 

Un debutto di grande successo

Magistrale esibizione della classe di pianoforte del Prof. Igor Cognolato

nella Sala di musica da camera dell’azienda di pianoforti Steingraeber Klaviermanufaktur il 7 Marzo 2024

 

Il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia ha una lunga e importante tradizione nella storia della musica per pianoforte. Un tempo vi insegnava Arturo Benedetti Michelangeli e Béla Bartók tenne un recital pianistico nella sala concerti del conservatorio. Oggi una cattedra di pianoforte è affidata al Prof. Igor Cognolato, pianista ricercato a livello internazionale come solista e camerista, nonché docente e giurato in masterclass e concorsi europei. Il 7 Marzo scorso, insieme alla sua classe di pianoforte, è stato ospite a Bayreuth per un brillante concerto nella sala di musica da camera della fabbrica di pianoforti Steingraeber: durante il concerto quattro dei suoi studenti si sono presentati come personalità artistiche sorprendentemente mature per la loro giovane età, compresa tra i 23 e i 25 anni.

 

Primo fra tutti Simone Mao, classe 1999, che si è presentato subito come un raffinato poeta con “Polonaise-Fantaisie”, op. 61 di Frédéric Chopin e successivamente ha offerto il clou indiscusso della serata con “Totentanz” di Franz Liszt nella versione per pianoforte solo. Per descrivere il giovane virtuoso, il termine “superiorità” è probabilmente la prima cosa che venga in mente. Simone Mao ha a disposizione tutti i mezzi possibili della tecnica pianistica in un equilibrio unico di ispirazione e controllo: le sue mani volano sullo specchio della tastiera, sempre guidate da uno spirito forte che praticamente ricompone la musica e trasforma il pianoforte in un’orchestra.

Una menzione speciale va fatta anche per Lucia Canali, nata nel 1998, che sa combinare in modo accattivante un appassionato temperamento meridionale, sensualità del suono e senso della forma, presentandosi con due brani al di fuori dei canoni convenzionali: la selvaggia e ritmicamente complessa “Sonata n. 1”, op. 22 di Alberto Ginastera ed il tenero valzer jazzistico “Vaidosa N° 1” del compositore Brasiliano Radames Gnattali (1906-1988). Con la sua energia e la sua intuizione per le dinamiche connesse agli ambiti tonali, così come la sua passione per queste scoperte di nicchia del repertorio, è una personalità indiscutibilmente unica.

Davide Vio, nato nel 1999, non ha nulla da invidiare ai suoi due compagni di studio in termini di padronanza tecnica, brillantezza e comprensione intellettuale della musica. Apre il concerto con “Mazurka”, op. 33 N°4 di Frédéric Chopin e si dimostra fin dall’inizio un vero poeta ed un fine Romantico che padroneggia con naturalezza gli svolazzi brillanti ritraendo con un timbro vocale la nobiltà di questa musica. Sarà poi lui a concludere la serata con “Mephisto Waltz n. 1” di Franz Liszt in una solida interpretazione virtuosistica, nella quale l’unica cosa che si potrebbe desiderare – e ciò è dovuto più che altro alla collocazione nel programma dopo i numerosi momenti altamente espressivi della serata concertistica – è un po’ più di coraggio nel prendere rischi diabolicamente umoristici.

Claudia Zanatta, nata nel 2000 e quindi la più giovane dei quattro, può essere ascoltata con una sola composizione in questa serata, la celebre “Seconda Ballata” di Frédéric Chopin: con la sua interpretazione, però, fa centro nel cuore del pubblico. Il suo modo di suonare affascina per la freschezza e la naturalezza del suo timbro e per il suo fluire senza fretta, lasciando il tempo alle varie melodie di svilupparsi appieno. Nell’esecuzione della grande composizione epica, in particolare, colpisce un aspetto che può essere considerato la firma della scuola di Igor Cognolato: il suono, l’espressione, la progressione drammatica e l’uso del tempo non sembrano “precostituiti”, ma appaiono nascere dalla logica della forma nell’interazione tra “messa in moto” e ascolto. Nella loro diversità artistica, i giovani artisti sono accomunati da una disciplina straordinariamente elegante, da un comportamento al tempo stesso sicuro di sé e modesto che rimanda alla scuola comune. La loro musicalità si basa su una profonda comprensione delle strutture musicali e dello sfondo poetico delle opere e risulta quindi naturale e non già artificiosa. Emanano calma e concentrazione, non ci sono “gestualità” esibite, né ansimi, ma attenzione e tensione dalla prima all’ultima nota.

Tutto questo può essere vissuto in modo così piacevole perché il favoloso pianoforte gran coda Steingraeber offre loro l’intero cosmo del suono del pianoforte con una sorprendente tavolozza di colori.

È meraviglioso che Venezia (e questa sera Bayreuth) abbia un tale tesoro in Igor Cognolato e nella sua classe di pianoforte, e il pubblico di Steingraeber Kammermusik Saal lo ha ringraziato con lunghi applausi.

Hannes Pohlit

 

 


Gente Veneta in data 10 Maggio 2024
Gente Veneta, 10 Maggio 2024